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Ailanto

Al capriccio di Dio, cheti, ubbidite

Il piu’ devoto dei serafini, un vostro canino cela in palmo.

Ivi lo custodisce e pedantemente aguzza,

cosicche’ sfregi divini imprimiate,

nelle carni ove il peccato gremisce.

Ma un malanno contrista la schiera celeste.

Un ululo emetti bilioso

Strabuzzante e rabbioso proferisci:

“Che in fasce guaiscano in coro!”

Le fauci spalanchi bramoso

Ed ora, il cielo, perisce