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Miele

Sei cera bollente che marchia i polmoni, cristalli di sale sui tagli dei morti.

Ti scorgo fra l’erba dei campi fioriti, carezzi lo specchio dell’acqua che inondi

di lacrime e sangue, di gelidi spettri,

nel buio del sole tu irta risplendi

d’un rosso scarlatto sul volto dorato,

carezze lascive d’amore malato.

Di miele rappreso le membra ti spargi,

sovente la prole degli angeli piangi.

Sei inchiostro colante su un foglio sgualcito

una puntura sul cuore, un ricamo scucito.